IL CASO
Villa Carobbi, sequestrata e occupata
A Novoli 22.000 metri quadri di degrado
Il bosco come bagno, rifiuti pericolosi a cielo aperto
Cento romeni con bambini nell'enorme dimora ottocentesca abbandonata a due passi dal Palagiustizia
FIRENZE - Come bagno usano il bosco. La carta igienica finisce tra le foglie e i cespugli, impregnandosi nel terreno insieme a tutti gli altri rifiuti: bottiglie, elettrodomestici, pneumatici, vestiti. A pochi metri alcuni bambini giocano festosi, una madre allatta la figlia appena nata e un paio di uomini smontano una carcassa d’auto. Stracci ovunque, ferraglie abbandonate, odori nauseabondi. C’è un pezzo di Terzo Mondo a Firenze. A 50 metri dal nuovo tribunale, dilaga una pattumiera a cielo aperto, nell’ampio spazio verde dominato dall’ottocentesca Villa Carobbi, incastonato tra via Barsanti e via Accademia del Cimento.
Oggi cade a pezzi, sgretolata e fatiscente, dimora abusiva di cento romeni. Tante famiglie e tanti bambini. Molti provengono dalla vecchia occupazione di Poggio Secco e dall’ex campo nomadi dell’Olmatello. Ventiduemila metri quadrati di degrado nel cuore di Novoli. Il sopralluogo dei Vigili del Fuoco è stato chiaro: «L’area non è abitabile». La Magistratura ha ordinato il sequestro preventivo. Eppure gli inquilini proliferano. Erano una cinquantina all’inizio dell’occupazione, nell’ottobre 2013. Oggi sono raddoppiati. I residenti limitrofi hanno raccolto centinaia di firme per sollecitare il Comune allo sgombero. E’ quanto auspica anche Alessandro Nucci, proprietario del terreno e della villa (acquistati dal Pignone negli anni Sessanta) e proprietario dell’imponente NilHotel che sorge proprio accanto all’area occupata, uno dei più grandi alberghi di Firenze. “Ho già fatto esposti e denunce – tuona Nucci - ma il Comune ignora la situazione e il degrado imperversa insieme ai rifiuti speciali”.



